Corpo e anima: cio' che non si vede ,ma si sente
- Irene Ternullo
- 4 feb
- Tempo di lettura: 1 min
Viviamo in un’epoca in cui crediamo soprattutto a ciò che possiamo vedere, misurare, analizzare.
Tutto ciò che sfugge agli occhi viene spesso messo in discussione, ridotto o ignorato.
Eppure il corpo parla. Sempre.
Attraverso sintomi, tensioni, stanchezza cronica, dolori che sembrano non avere una spiegazione chiara.
La domanda non è se il corpo stia comunicando, ma se siamo disposti ad ascoltarlo.
La correlazione tra corpo e anima non è un concetto astratto né una credenza priva di fondamento.
È un’esperienza che molte persone vivono ogni giorno, spesso senza rendersene conto.
Un’emozione repressa può trasformarsi in un peso fisico.
Una paura costante può modificare il respiro.
Un dolore interiore non accolto può trovare spazio nel corpo.
Il corpo non è separato dall’anima.
È il luogo in cui l’anima si manifesta.
Quando l’ascolto interiore viene trascurato, il corpo diventa il primo messaggero.
Non per punire, ma per proteggere.
Non per creare disagio, ma per richiamare attenzione.
Non tutti sono pronti a credere in questo legame.
Per alcuni è più rassicurante pensare che tutto sia solo casuale, meccanico, scollegato.
Ma chi inizia un percorso di ascolto profondo scopre che spesso il sintomo non è il problema
bensì il segnale.
Cambiare prospettiva significa passare:
dal corpo come nemico, al corpo come alleato
dal sintomo da eliminare, al messaggio da comprendere
dalla separazione, all’integrazione
Forse non tutto può essere visto.
Ma molto può essere sentito.
E ciò che viene sentito, se accolto, può diventare trasformazione.
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