La solitudine
- Irene Ternullo
- 2 gen
- Tempo di lettura: 1 min
La solitudine non è sempre assenza.
A volte è verità.
La solitudine non arriva solo quando siamo fisicamente soli.
Può farsi sentire anche in mezzo agli altri, nelle relazioni che non ci vedono più, nelle parole che non trovano ascolto, negli sguardi che non incontrano il nostro.
È quella sensazione sottile di non essere davvero compresi.
Di dover essere sempre forti.
Di non poter mostrare la parte fragile senza sentirsi “di troppo”.
La solitudine può diventare un peso nel petto,
un nodo allo stomaco,
una stanchezza che non passa nemmeno riposando.
Il corpo, spesso, parla prima della mente.
Eppure…
la solitudine non è solo vuoto.
È anche uno spazio sacro.
È il momento in cui inizi ad ascoltarti davvero.
In cui ti accorgi di cosa ti manca, ma soprattutto di cosa non vuoi più.
È lì che puoi incontrare te stessa, senza maschere, senza dover essere utile a qualcuno per sentirti accettata.
Non sei sbagliata se ti senti sola.
Non sei fragile: sei sensibile.
E la sensibilità, quando non trova accoglienza fuori, chiede attenzione dentro.
Forse la solitudine non è una punizione.
Forse è un invito:
a tornare a casa, dentro di te.
A ricostruire connessioni autentiche, partendo dalla più importante: quella con te stessa.
Se ti riconosci in queste parole, sappi questo:
non sei sola nel sentirti sola 🤍
E il tuo corpo, le tue emozioni, stanno solo cercando di dirti qualcosa.
✨ Le emozioni parlano. Il corpo risponde.
✨ Ascoltarsi è il primo passo per ritrovarsi
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