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- Irene Ternullo
- 16 gen
- Tempo di lettura: 5 min
SIBO E IMO: STESSA PANCIA GONFIA, MA DUE PROBLEMI DIFFERENTI Quando parliamo di pancia gonfia, pensiamo subito ai gas intestinali. Ed è assolutamente comprensibile. Il gonfiore può essere molto fastidioso e sembra (apparentemente) avere la stessa causa. Però dietro lo stesso sintomo possono esserci meccanismi davvero diversi! Premessa importante: quando parliamo di pancia gonfia, non significa automaticamente SIBO o IMO. Il gonfiore è un sintomo molto comune e può avere tantissime cause diverse. Oggi ci concentreremo però su queste due etichette cliniche: SIBO e IMO. Capire la differenza aiuta a non confondersi e a non inseguire soluzioni sbagliate. Iniziamo dalla SIBO. SIBO significa crescita eccessiva di batteri nell’intestino tenue. L’intestino tenue è il tratto che sta tra stomaco e colon. In condizioni normali ospita molti meno microrganismi rispetto al colon. Se però i batteri aumentano troppo nel tenue, possono comparire sintomi. Le linee guida dell’American College of Gastroenterology definiscono infatti la SIBO come presenza di un numero eccessivo di batteri nel tenue associata a sintomi gastrointestinali. E invece IMO? IMO significa crescita eccessiva di metanogeni. I metanogeni non sono batteri. Sono microrganismi di un altro gruppo, chiamato Archaea. La cosa importante è che, come dicono dal nome stesso, producono metano. E questa produzione di metano può essere collegata soprattutto a stipsi e transito rallentato. Non è una regola assoluta, ma è un’associazione ormai molto nota. Perché allora la pancia gonfia sembra uguale in entrambi i casi? Perché in tutti e due i casi può aumentare la fermentazione. Quando fermentiamo determinati carboidrati e certe fibre, si formano gas. I gas distendono l’intestino. E la distensione può dare gonfiore visibile, senso di pressione e dolore. Questo può succedere sia se la fermentazione avviene troppo presto nel tenue, sia se il problema è più legato ai gas prodotti da specifici microrganismi. Qui entra in gioco un punto che crea tanta confusione. Molte persone pensano che SIBO voglia dire sempre idrogeno alto e IMO voglia dire sempre metano alto. Nella realtà il metabolismo dei gas è intrecciato. I batteri possono produrre idrogeno. E i metanogeni possono usare idrogeno per produrre metano. Quindi può succedere che l’idrogeno risulti più basso perché viene trasformato in metano. Questo è uno dei motivi per cui l’interpretazione dei test non va fatta in modo automatico. La diagnosi più usata nella pratica è l’ormai molto famoso breath test (test del respiro). E come funziona? Si somministra un substrato come glucosio o lattulosio e si misurano idrogeno e metano nel respiro a intervalli regolari. Se nel tratto intestinale i microrganismi fermentano quel substrato, una parte dei gas passa nel sangue e poi viene eliminata con il respiro. Nel North American Consensus del 2017 un aumento dell’idrogeno di almeno 20 ppm entro 90 minuti è considerato indicativo di SIBO, e un valore di metano pari o superiore a 10 ppm è considerato metano positivo e usato per la diagnosi di IMO. È utile sapere anche cosa il breath test NON può fare. Non localizza con precisione dove sta avvenendo la fermentazione. Non distingue sempre tra transito rapido e vera crescita nel tenue. E può essere influenzato dalla preparazione, dalla dieta dei giorni prima e da alcune terapie. Una revisione recente discute pro e contro del breath test e sottolinea che l’interpretazione richiede cautela. Quindi la pancia gonfia può essere uguale, ma il meccanismo può cambiare. Come abbiamo appena imparato, nella SIBO il punto centrale è l’eccesso di batteri nel tenue. Nella IMO il punto centrale è la presenza di metanogeni con produzione di metano. Questo metano sembra avere un effetto sulla motilità. Ci sono dati sperimentali che mostrano rallentamento del transito intestinale in presenza di metano, e studi clinici che collegano metano e stipsi. Un altro aspetto importante è che SIBO e IMO spesso non nascono dal nulla. In molti casi sono una conseguenza di una causa a monte. Per esempio un rallentamento della motilità, alterazioni dopo chirurgia, problemi che riducono le difese fisiologiche, o condizioni che cambiano il modo in cui il cibo transita e viene assorbito. Questo è il motivo per cui insistiamo sempre sul cercare la causa alla radice con esami adeguati e uno specialista quando i sintomi sono persistenti o importanti. Le linee guida ACG mettono attenzione proprio ai criteri diagnostici e al contesto clinico, non solo al test!! Dal punto di vista pratico, se una persona ha soprattutto gonfiore e diarrea o alvo alterno, può venire in mente un quadro più compatibile con SIBO, anche se non è una regola fissa. Se invece domina stipsi con transito lento, la componente metano e quindi la IMO diventa più plausibile.
Bene! Fino adesso vi ho parlato in termini tecnici, ma adesso cerchiamo di capire altro...
SIBO, IMO e PANCIA GONFIA: QUANDO IL CORPO PARLA;
SIBO e IMO possono dare sintomi simili, ma nascono da meccanismi diversi. Da una parte un eccesso di batteri nell’intestino tenue come abbiamo spiegato dall’altra un aumento dei metanogeni che rallentano il transito.
Ma c’è un punto che spesso viene dimenticato:
👉 il corpo non crea mai un sintomo “a caso”.
Il gonfiore, la stipsi, il transito rallentato o troppo veloce… non sono solo questioni tecniche o numeri sul breath test.
Sono segnali: un dialogo tra intestino, sistema nervoso, emozioni e vissuti.
Nel mio lavoro vedo spesso che:
🔸 chi vive in iper-controllo tende ad avere un intestino “in allerta”, che accelera o si blocca;
🔸 le persone che trattengono molto dentro di sé sviluppano più facilmente stipsi o tensioni addominali;
🔸 chi attraversa periodi di paura o stress continuo vive una “fermentazione emotiva” che si riflette proprio nel tenue e nel colon.
E questo non sostituisce la medicina.
🌿 SIBO e IMO non nascono dal nulla.
Spesso dietro c’è una causa profonda: stress prolungato, emozioni non elaborate, conflitti interiori, alimentazione utilizzata come compensazione, stanchezza del sistema nervoso, ritmi innaturali.
Quando accompagno una persona in consulenza lavoro proprio su questo:
✔️ ascolto del corpo,
✔️ lettura simbolica del sintomo,
✔️ equilibrio emotivo,
✔️ alimentazione funzionale,
✔️ strategie pratiche per regolare il sistema nervoso.
Perché trattare solo il gas non basta.
Serve capire perché quel gas si forma.
E soprattutto qual è il messaggio che il corpo sta cercando di far emergere.
Se senti che il tuo intestino sta parlando più forte del solito, puoi scrivermi in privato o leggere gli approfondimenti sul mio blog.
Il sintomo è un segnale.
La vera guarigione inizia quando impariamo ad ascoltarlo.
Il tenue, molto sensibile allo stress, reagisce come se fosse “in allerta”.
🌿 La IMO, invece, è frequentemente associata a blocco, trattenimento e difficoltà a “lasciar andare”.
Il metano rallenta il transito…
Proprio come spesso succede quando le emozioni vengono trattenute e non trovano spazio per fluire.
Questi collegamenti non sostituiscono la medicina, ma aiutano a vedere la persona nella sua interezza: mente, corpo e vissuti emotivi sono sempre interconnessi.
Ecco cosa considero nelle mie consulenze quando una persona mi parla di gonfiore, stipsi o transito irregolare:
✔️ come sta respirando
✔️ che emozioni sta trattenendo
✔️ che periodo della vita sta attraversando
✔️ il livello di tensione del sistema nervoso
✔️ il rapporto con il cibo e con il proprio “spazio interiore”
✔️ eventuali segnali psicosomatici collegati all’intestino
Perché il sintomo è solo la punta dell’iceberg.
L’origine è spesso molto più in profondità.
Se senti che il tuo intestino parla più di quanto vorresti, possiamo lavorare insieme per comprendere cosa sta dicendo il tuo corpo e come riportarlo all’equilibrio.
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